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Hannes Namberger: correre è nel suo DNA

By Camilla Pizzini

 

With Dynafit

Hannes Namberger ha 31 anni e ama correre in montagna. Dal sud della Germania, al confine con l’Austria, ha sempre avuto il parco giochi perfetto a due passi. L’estate e l’inverno sono buone occasioni per fare alcune delle tante attività che ama: trail running, mountain bike, ma anche sci alpinismo. Dobbiamo essere onesti, non è un normale runner, ma uno dei migliori trail runner tedeschi che ha già vinto gare come Transalpine Run, Pitz Alpine Glacier Trail, Mayrhofen Ultraks, Großglockner Trail e altre ancora.

Cosa stai facendo in questi giorni? Ti mancano le competizioni? Sei motivato o ti senti più rilassato senza la pressione delle gare?

Dato che sto ancora lavorando e non vivo al 100% di sport ho ancora una buona distrazione dalla situazione attuale. Al momento penso che ci saranno di nuovo gare a maggio o giugno, quindi mi alleno in modo molto specifico e rigorosamente secondo i piani. Naturalmente c’è una certa dose di incertezza, ma la mia ricetta è di continuare ad allenarmi duramente perché le competizioni torneranno sicuramente e voglio essere al massimo della forma alla partenza. Tuttavia, mi manca la libertà di viaggiare senza preoccupazioni, ma finché posso andare in montagna va bene.

 

Come hai iniziato a correre? Ti sei subito appassionato alla corsa in montagna?

Fino al 2011, quando avevo 21 anni, ho gareggiato in Slalom e Slalom Gigante, poi mi sono infortunato e ho dovuto abbandonare lo sport agonistico. Dato che fino ad allora avevo conosciuto le montagne solo dalle stazioni sciistiche, ho deciso di esplorarle meglio. All’inizio ho dovuto eliminare un po’ di peso corporeo, ma dopo un po’ è diventato sempre più facile per me scalare ed in seguito ho aumentato le distanze e la velocità con cui mi muovo. Nel 2015 ho sentito parlare di una competizione in Austria, una gara di trail facile di 52km con 2400mdi dislivello. Mi sono iscritto e mi sono allenato duramente, ottenendo alla fine anche una buona posizione (5°). Da lì ho capito subito che il trail running sarebbe diventato il mio nuovo sport.

La tua carriera è spettacolare, c’è una gara che ti è rimasta nel cuore e perché?

Ogni gara è speciale e di solito estremamente dura e impegnativa, ma la Transvulcania Ultra del 2019 rimane la mia preferita. Ero in perfetta forma e ho corso in testa fin dall’inizio. Sfortunatamente ho commesso un errore nutrizionale e dopo 30km ero finito. Per i restanti 44km fino al traguardo ho avuto crampi e dolori estremi alle gambe perché non volevo ritirarmi. Questa lotta contro il dolore rimarrà nella mia memoria per sempre.

 

Correre a questo livello comporta non solo sforzi fisici ma anche mentali. Quando corri e stai male o hai un momento difficile, cosa fai per superarlo?

In ogni gara che faccio sono preparato al 100%, sia fisicamente che mentalmente. Certo, ho alti e bassi durante una lunga corsa, ma è importante continuare a spingere e andare avanti. Per esempio, quando ho un momento di debolezza, penso spesso al fatto che si tratti solo di una sensazione di dolore che presto sparirà. Anche visualizzare la ricompensa dopo la gara con birra e buon cibo può aiutare a superare un momento no. Soprattutto nelle gare ultra oltre i 100km è fondamentale essere mentalmente molto ben preparati per le difficoltà che sicuramente non mancheranno.

Fai parte del team Dynafit, quali sono i tuoi prodotti preferiti e perché? Quanto è importante per te l’attrezzatura che usi quando corri?

Dynafit realizza dei fantastici prodotti, sia visivamente che tecnicamente, e questa è una parte importante del successo dell’azienda. Indossavo i prodotti Dynafit ancor prima di collaborare con il brand. La nuova collezione DNA, che è stata anche una mia idea, è una linea molto minimalista, in bianco e nero, ma estremamente tecnica e leggera, la trovo perfetta per me. Corro con il modello Alpine Pro, una scarpa molto leggera ma affidabile grazie alla quale non ho mai avuto una vescica. L’attrezzatura Dynafit è perfetta e vi faccio affidamento al 100%. Un vero marchio fatto da atleti per atleti.

 

Quali sono i tuoi piani per quest’anno e dove ti vedi tra 5 anni?

Spero di poter partecipare a giugno alla Zugspitz Ultra di 101km e all’UTMB di 170km. L’UTMB, in particolare, è la gara più famosa e importante del mondo trail running, quindi mi voglio preparare al meglio. Ho 31 anni, una buona età per un ultra trailer, quindi spero di poter mantenere il mio livello per molti anni ancora se non addirittura migliorarlo. Sarebbe bello se raggiungessi tutti i miei obiettivi personali in 5 anni e fossi ancora entusiasta del trail running.

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