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Lizard: mettiamo il piede al centro dei progetti

By Sabrina Comi

Lizard nasce nel 1992 lanciando sul mercato il concetto di sandalo sportivo. Ma dietro a questa geniale intuizione, ci sono molti anni di storia e tradizione.

A Trento, nel cuore delle Dolomiti, nel 1992 è nata Lizard, un’azienda che da sempre influenza la creazione di scarpe e sandali sportivi comodi e pratici. Un concetto particolare quello che vede accostati i due aspetti di calzatura “aperta” e insieme sportiva, capace di stupire fin dalla sua creazione. Il successo del brand è dipeso dalla sua capacità di colmare un vuoto di prodotto con una risposta efficace ed innovativa. Inoltre, l’evoluzione negli anni di Lizard ha portato ad allargare la propria gamma prodotto, introducendo anche calzature per il mondo travel e lifestyle seguendo il principio secondo il quale i mondi della performance e dello stile stanno diventando sempre più ibridi e in commistione. Struttura leggera, presa imbattibile, massimo comfort e, soprattutto, una sensazione di camminata naturale sono i principi guida per la creazione di calzature per l’outdoor, i viaggi e gli spostamenti in città. Dal 1 febbraio 2019 il brand trentino è stato acquisito da Scott Sports, le cui filiali e i distributori hanno cominciato a gestirne le vendite e i servizi ai clienti, la sua organizzazione ha permesso di portare parte della produzione in Asia e la sua rete a vendere a livello globale.

Ma dietro la storia di questa azienda c’è molto di più, ovvero il savoir faire calzaturiero italiano, tramandato per diverse generazioni in una ricerca continua di evoluzione e innovazione. La storia di una famiglia e della sua voglia di ricercare novità, coraggio di azzardare e consapevolezza della propria responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo. Parla Luca Pedrotti, CEO di Lizard.

Lizard viene fondata nel 1992, eppure la famiglia Pedrotti tramanda la sua passione per le calzature da quasi un secolo. Ci racconti la storia di questa genesi?

Ci vorrebbe un libro non un’intervista. Ma cercando di sintetizzare, si è trattata della classica storia di un padre che tramanda al figlio la sua professione. E questo per generazioni. Mio nonno calzolaio ha insegnato il mestiere a mio padre quando aveva 7 anni, il quale non voleva saperne di fare scarpe. Poi a conferma del detto “impara l’arte e mettila da parte”, mio padre Alfeo negli anni ’50 in Norvegia si è innamorato delle calzature tradizionali dei lapponi in pelo di foca. Così si è fermato in quel paese per impararne i segreti. Rientrato in Italia nel 1957 ha fondando l’azienda AICAD per produrre le prime calzature da indossare prima e dopo aver sciato (sport che si stava diffondendo in quegli anni). Nel 1986, l’azienda è passata a mia sorella Lille (che in norvegese significa “piccola”) e a me. Abbiamo iniziato la produzione di calzature soft per lo snowboard, uno sport appena nato. In poco tempo le nostre calzature da snowboard a marchio OKAY sono state vendute in tutto il mondo. Ma la vera svolta c’è stata con la creazione del marchio Lizard nel 1992. L’idea nasce dall’osservazione del mercato: mancava una calzatura outdoor fresca e performante per gente dallo spirito libero. Come ero io allora.

 

Da dove deriva la scelta del nome Lizard?

Volevamo un nome inglese, che fosse leggibile e pronunciabile anche da chi non sa l’inglese ma anche con un’attinenza con il prodotto. Lizard in italiano si traduce con “lucertola” ovvero quell’animaletto carino che si muove su tutti i terreni con agilità, leggerezza e grip.  Proprio come ti permettono di fare i sandali Lizard..

Cosa voleva proporre questo nuovo brand con il suo ingresso nel mondo del mercato outdoor?

Lizard è nato con la creazione dei primi sandali sportivi. Ora è un prodotto consolidato, ma nel 1992 è stata una novità assoluta, ricordo ancora le facce stupite dei negozianti quando mostravo loro i primi campioni. L’obiettivo era di proporre agli amanti dell’outdoor la freschezza di un sandalo con la sicurezza di una scarpa. Qualità garantite dai componenti e dal design del prodotto.

 

A distanza di quasi trent’anni, cosa è cambiato nella filosofia nel brand e cosa è rimasto uguale?

I valori fondamentali sono sempre gli stessi: mettere il piede al centro dei progetti, facendo calzature che ne rispettino l’anatomia e la meccanica, realizzare prodotti duraturi, cercare di dare risposte ai consumatori anziché osservare la concorrenza, offrire un grip eccellente su qualsiasi terreno.

 

Cosa vuol dire per voi il Made in Italy e che valore aggiunto pensate possa dare al vostro marchio?

Sicuramente Made in Italy è un grande valore aggiunto per Lizard, ma in un mondo globalizzato non è possibile concentrare la produzione in un solo paese ed è importante avvicinarsi ai mercati di sbocco. Quello che per noi è centrale è che la progettazione e lo sviluppo avvengano in Italia da parte di persone amanti di outdoor e viaggi avventurosi, e che sono anche i primi utilizzatori e tester dei nostri prodotti.

 

Ci racconti cosa si intende per “sandalo tecnico”?

I nostri non sono semplici sandali. Ogni modello è pensato, progettato e realizzato per essere utilizzato in ambiente outdoor. Con i sandali Lizard si può camminare con sicurezza anche su sentieri impervi, impegnativi e ad alte quote come quelle che si trovano nelle Dolomiti, dove è necessario camminare in modo consapevole, responsabile e commisurato alle proprie capacità.

“Quello che per noi è centrale è che la progettazione e lo sviluppo avvengano in Italia da parte di persone amanti di outdoor e viaggi avventurosi, e che sono anche i primi utilizzatori e tester dei nostri prodotti.”

Chi è il vostro pubblico di riferimento inteso come target, genere e stile?
Ci rivolgiamo a chiunque visto che tutte le nostre calzature, anche se pensate per l’outdoor, sono adatte ad un uso quotidiano. Ma soprattutto a quei consumatori consapevoli, che mettono comfort e salute del piede tra le priorità nella scelta di una calzatura.

 

Dal 1 febbraio 2019 Lizard entra a far parte del gruppo Scott Sports. Cosa ha determinato tale scelta?

Essere piccole realtà diventa sempre più difficile, anche a livello di distribuzione globale. Ci sono delle pratiche burocratiche che richiedono tempo e organizzazione come per quanto riguarda le certificazioni e la gestione dei siti internet. Affidarsi a un gruppo grande e strutturato vuol dire darsi la possibilità di occuparsi solo del prodotto e della sua realizzazione, mantenendo inalterata la nostra filosofia ma permettendole di raggiungere una maggior numero di persone. Questo in ottica di ampliamento di mercato per noi è davvero importante, e Scott ci ha dato questa possibilità, prendendosi in carico la parte gestionale e lasciando a Lizard tutto il reparto di ideazione e sviluppo. Il marchio aveva e ha un grande potenziale, mancava la giusta piattaforma per poterlo esprimere.

 

Quali sono gli obiettivi di espansione nei prossimi cinque anni?
Ci siamo sempre differenziati dagli altri marchi tipici di calzature outdoor, cercando di essere fedele ai nostri principi ispiratori: leggerezza, agilità e grip tipici della lucertola. Questo ci permette di rivolgerci a un pubblico molto più vasto di quello tipico del settore, appassionato di viaggi e dedito al tempo libero a qualsiasi latitudine.

 

Quanta importanza viene data al concetto di sostenibilità in Lizard?
Sostenibilità è una parola spesso usata a sproposito per puri fini di comunicazione. Noi preferiamo parlare di responsabilità. Cerchiamo di essere responsabili verso l’ambiente nelle piccole cose quotidiane (spegnere le luci quando non servono, usare acqua piovana per la produzione anziché acqua potabile, ecc). oltre alla produzione di calzature durevoli, non usa e getta, che sono uno dei principali fattori di inquinamento.

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