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Testando per la prima volta The North Face Futurelight

By Denis Piccolo

Powered The North Face

Mettete insieme una location come Chamonix, paradiso per tutti gli appassionati di freeride, ed il lancio della nuova e innovativa tecnologia targata The North Face, ed il risultato non può che essere esplosivo. Sì, siamo stati invitati a provare in esclusiva e sul campo i prodotti della linea Futurelight.

Futurelight è il nuovo materiale waterproof e traspirante del brand americano, che grazie ad un processo di nanospinning consente all’aria di passare attraverso il tessuto per una traspirazione impareggiabile, garantendo al tempo stesso grande porosità ed assoluta impermeabilità. 

Inoltre, a seconda delle specifiche esigenze di atleti e consumatori, si possono modificare ed adattare diversi parametri nella fase di sviluppo dei tessuti quali peso, traspirabilità, elasticità e struttura del capo a seconda del diverso tipo di attività e di condizioni ambientali. Una possibilità che non ha precedenti nel settore e che è stata sviluppata e testata nel corso di due anni grazie anche al prezioso contributo dei più noti alpinisti, scalatori, trail runner e snowboarder del team TNF in tutto il mondo, in ogni tipo di attività e in diversi climi e condizioni meteo, anche i più estremi.

Insieme a noi ed al team TNF, a Chamonix era anche presente Xavier de Le Rue. Indossati giacca e pantaloni ci siamo diretti verso la nostra prima destinazione, il comprensorio di Les Grands Montets, un luogo soleggiato circondato da colossi innevati. 

È bastato quel primo giorno per dimostrare a tutti le qualità di Futurelight. 

Una delle caratteristiche subito messe in evidenza è stata l’estrema traspirabilità dei prodotti: nemmeno dopo le discese più impegnative abbiamo sofferto il caldo eccessivo grazie sicuramente alla struttura in nanofibra che consente il passaggio dell’aria senza però rinunciare ad impermeabilità e resistenza.

Il secondo giorno ci ha visto invece alle prese con l’alta guglia dell’Aiguille du Midi che, dall’alto dei suoi 3.777m, offre una vista impareggiabile a 360° su tutte le Alpi francesi, svizzere e italiane. Anche in questa occasione i capi della Summit Series sono stati i nostri fedeli alleati grazie alla loro leggerezza e flessibilità. Ci hanno consentito di scalare e raggiungere la vetta senza restrizioni, permettendoci di concentrarci solo sull’impresa che stavamo affrontando. Possiamo infatti dire che uno dei pregi di questi nuovi capi TNF è adattarsi realmente alle esigenze di chi li indossa, senza dover scendere a compromessi tra comfort, traspirabilità e protezione impermeabile.

Questa intensa due giorni si è conclusa fra risate e bevendo qualche birra insieme una volta scesi a valle, e certamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Xavier de la Rue per capire cosa ne pensa di questa tecnologia.

Ciao Xavier, ci dici qualcosa riguardo al tuo presente e futuro prossimo?

Quest’anno è nata la mia seconda figlia, Margot, c’era bisogno di una una stanza in più e mi sono ritrovato a cercare di finire di sistemare casa prima di Natale, quindi non sono uscito molto. A Verbier, dove vivo, c’è stata tanta neve ma purtroppo non sono riuscito a godermela. La mia stagione è iniziata per davvero poco tempo fa. Sono molto felice, esco tutti i giorni e vado a raidare linee davvero fantastiche, quindi posso dire che, anche se ho iniziato tardi, mi sono divertito molto.

 

Il tuo approccio verso gli sport estremi è cambiato da quando sei padre?

Non penso di essere cambiato totalmente da prima. È solo la mia prospettiva ad essere un po’ diversa: penso un po’ di più a tutto ciò che faccio, il che è una buona cosa in montagna!  Sono un papà, se qualcosa di brutto dovesse accadermi la prima persona a venirmi in mente sarebbe mia figlia, la prospettiva di lasciarla sola è veramente difficile digerire. Inoltre credo che avere un figlio ti renda molto più occupato nella vita, trascorro meno tempo su una tavola o in montagna.

 

Hai usato sin dall’inizio Futurelight ed altri prodotti The North Face, qual è la tua opinione?

Ogni anno arrivano sul mercato nuove tecnologie, sempre presentate come rivoluzionarie. Succede così spesso che dopo un po’ quasi nessuno ci fa più caso. Ma Futurelight è differente, la cosa che personalmente mi ha stupito di più è stata la traspirabilità. Spesso in montagna hai bisogno di spogliarti, grazie a questa tecnologia invece non devi farlo così di frequente. Sopratutto in estate mi sono reso conto che con solo una maglietta e uno shell stavo bene, non avevo bisogno di togliere niente. Inoltre per me è stato molto importante quanto TNF sia stata attenta alla tematica ambientale. Spesso queste tecnologie sono molto dannose per l’ambiente invece il fatto di avere un prodotto del genere, completamente biodegradabile e fatto di materiali riciclati, è un grande passo avanti, soprattutto per gente come me che utilizza molta attrezzatura nel corso di una stagione.

Il problema del riscaldamento globale è enorme e sta interessando tutti noi, pensi che ci saranno sempre meno possibilità di praticare freeriding?

La tematica ambientale mi sta a cuore da molto tempo ma mi sono spesso sentito a disagio a parlarne. Negli ultimi anni, invece, ci sono stati dei gran cambiamenti soprattutto riguardo la mentalità delle persone. Ho partecipato ad un seminario sull’ambiente a Verbier. Le teorie esposte sono state davvero stimolanti, mi hanno fatto capire che nessuno potrà mai essere perfetto nei confronti della sostenibilità ma quello che possiamo fare è cercare di migliorare nelle piccole cose. Anche solo modificare alcune piccole abitudini potrebbe fare la differenza. Mi ha dato speranza, mi ha fatto cambiare il mio modo di pensare: cercare di migliorare anche solo alcuni aspetti della nostra vita quotidiana può già essere un grande passo avanti. Sto mettendo insieme un bel progetto con The North Face a proposito, un film che verrà filmato e uscirà nel settembre 2021, sarà un progetto davvero forte.

 

Xavier nel futuro?

Spero di avere le palle per prendere il mio telefono e lanciarlo da qualche parte! Sicuramente andrò in montagna, a fare surf, in bici o in parapendio da qualche parte. Sarò felice anche se non avrò più sponsor. Questa è una delle possibilità, oppure riterrò che ciò che faccio può essere ancora utile per ispirare i giovani ad amare e andare nella natura, questa potrebbe essere un’altra alternativa. Quindi vedremo, qualunque cosa farò sarà comunque legata alla natura perché è la più cosa importante nella vita.

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