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Wadden Sea: il paradiso perduto

By Jelle Mul

Ci sarebbe molto da dire a proposito del tipo divertimento conosciuto come type 2 fun. Ma non stiamo parlando di questo ora. Ci siamo invece goduti tre piacevoli giorni girando in bicicletta da isola a isola, ad un ritmo determinato esclusivamente dall’orario di partenza dei traghetti e dei mezzi di trasporto marino alternativi che ci hanno condotti al successivo posto in paradiso.

Le nostre giornate sono state piene di semplici giri in bici su sterrato, barbecue sulla spiaggia, birre locali e innumerevoli immersioni nelle dolci acque del mare. Che ci crediate o no, le isole Frisone, nel nord dei Paesi Bassi, offrono fra le migliori spiagge che potete trovare al mondo. Infinite, vuote, indisturbate. Bianche come le parti del corpo non toccate dall’abbronzatura.

Nessun viale con palazzi imponenti pieni di banali negozi turistici, niente code frenetiche, nessun labirinto di teli da mare tra cui farsi strada. Solo infiniti tratti della sabbia più fine, segnati dai verdi sbiaditi delle canne delle dune e, nel nostro caso, perfetti cieli dipinti. Immagino sia una benedizione che il nostro tempo faccia schifo circa 315 giorni all’anno.

L’idea era quella di esplorare la parte settentrionale dei Paesi Bassi, in un cerchio che partisse dalla terraferma passando per tre delle isole Frisone fino a tornare al punto di partenza. Il primo giorno è iniziato come dovrebbe iniziare qualsiasi avventura in bici. Uno di noi ha quasi perso il primo traghetto ma è stato ammesso a bordo due minuti dopo l’orario di partenza da un simpatico barcaiolo e da una folla solidale di passeggeri. Abbiamo festeggiato con una birra.

Il resto dei giorni non sono altro che un ricordo confuso di un’estate senza fine. Scarpe piene di sabbia e schizzi dal mare che hanno segnato le nostre borse da bici con macchie di sale mentre viaggiavamo da un’isola all’altra con l’ennesimo traghetto improvvisato. Sciocche battute hanno unito il gruppo come se fosse un corpo solo. E poi quel caldo. Che ti rallenta in modo meraviglioso. Tanto quanto un’infinità birre e hamburger locali. Non avremmo potuto chiedere di meglio.

Il lato oscuro di questo fine settimana stupendo in sella a una bici si è insinuato in seguito. Le isole Frisone sono un gioiello. Non siamo solo noi a pensarla così. Il mare dei Wadden, un’area che si estende attraverso i Paesi Bassi, la Danimarca e la Germania, è nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. È la più grande piana di marea del mondo, dove vari processi naturali avvengono indisturbati in tutta l’area, ospitando una ricca biodiversità di specie acquatiche e terrestri.

Le isole Frisone possono vantare una combo unica di patrimonio culturale e naturale e alcune sono riconosciute come area ufficiale di “cielo scuro” (un’area che limita l’inquinamento luminoso artificiale). Probabilmente spariranno tra meno di 100 anni.

Noi come nazione ci siamo fatti un nome per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche e la protezione della terra dall’innalzamento del livello del mare. Ma ecco uno spoiler: il nostro orgoglio olandese, il “Piano Delta”, è costruito per proteggerci da un rialzo massimo di 45 cm. Con le attuali emissioni globali di CO2, si prevede che i livelli dei mari olandesi aumenteranno da 2 a 3 metri nei prossimi 100 anni.

Potremmo essere in grado di far fronte a questa minaccia quando si tratta di proteggere la terraferma. Ma le aree più vulnerabili come quelle del Wadden non saranno altrettanto fortunate. L’UNESCO riconosce le isole Frisone per “l’eccezionale valore universale dell’area e i progressi compiuti nella protezione e nella gestione per più di una generazione”. Se portiamo avanti i nostri comportamenti attuali, questa generazione potrebbe essere l’ultima a godersi questo piccolo paradiso, così come tanti altri luoghi simili.

Quei tre giorni di estate senza fine si sono rivelati parte di una delle ondate di calore più estreme mai vissute in Europa, con temperature che hanno raggiunto i 45,9°C in Francia. Il giorno più caldo di giugno mai registrato. Sono questi numeri che dovrebbero farci tremare e spingerci ad agire. Sì, cambiando il nostro comportamento. Ma ancor di più orientando le nostre azioni verso le 100 aziende del mondo che sono responsabili del 70% delle nostre emissioni globali. E verso i governi che le facilitano.

Abbiamo esplorato il paradiso per tre giorni fantastici. Ma questo potrebbe andare perso anche nel corso della nostra generazione se non interveniamo ora.

Se amiamo questi luoghi, agiamo di conseguenza.

“Abbiamo esplorato il paradiso per tre giorni fantastici. Ma questo potrebbe andare perso anche nel corso della nostra generazione se non interveniamo ora.

Se amiamo questi luoghi, agiamo di conseguenza.”

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